TORINO
Bimba mangia per la prima volta a 3 anni: ricostruito esofago, primo pasto uno yogurt
Bimba mangia per la prima volta a 3 anni con l'esofago ricostruito: era nata senza stomaco

Il primo pasto vero, un vasetto di yogurt, lo ha potuto fare soltanto a tre anni compiuti. Colpa di una grave malformazione congenita, per la quale una bambina è stata sottoposta all'ospedale Infantile Regina Margherita di Torino ad un eccezionale intervento di ricostruzione dell'esofago


 


Un «piccolo grande miracolo», come definisce l'operazione l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta, che ha dato «una chance di vita normale» - dicono ora i medici - alla piccola paziente, salvata da un'esistenza priva di gusto, tra cannule e sondini con rischi di tipo infettivo e di trombosi. L'intervento è stato eseguito presso la Chirurgia pediatrica diretta dal dottor Fabrizio Gennari in collaborazione con il professor Renato Romagnoli, direttore della Chirurgia universitaria 2 e Centro Trapianti di fegato delle Molinette, e con il dottor Dario Reggio, del Servizio di Endoscopia Interventistica della Città della Salute di Torino.

«L'intervento testimonia la nostra eccellenza - sostiene il dg della Città della Salute di Torino, Silvio Falco - e conferma quanto sia stata azzeccata la recente scelta di nominare i due nuovi direttori di Chirurgia, massima espressione della Scuola universitaria e ospedaliera del professor Salizzoni». Nata con atresia esofagea di tipo I, cioè senza un tratto di esofago, la bambina era stata sottoposta ad un primo intervento, a Milano, quando aveva appena due mesi. L'instaurarsi di una stenosi esofagea, un restringimento cicatriziale della zona, ne ha compromesso la possibilità di alimentarsi, creandole anche seri problemi di crescita. In casi analoghi, l'esofago viene sostituito con una parte dello stomaco o un tratto di intestino. Questa volta, i chirurghi hanno asportare il tratto cicatriziale e sono riusciti a ricostruire un 'nuovò esofago utilizzando solo tessuto esofageo. «Abbiamo ricreato la stoffa esofagea mancante, unendo le due parti di esofago sane. 

 

Un intervento molto complesso - spiegano i sanitari - Ora, grazie ad un piano di alimentazione progressivo, la bambina imparerà a mangiare e a sperimentare gusti sempre nuovi». Ricoverato nel reparto di degenza ad Alta Intensità della Chirurgia pediatrica, staff infermieristico e esperti del servizio di Logopedia la stanno aiutando a recuperare l'uso della bocca per alimentarsi. Ad assisterla anche la famiglia a cui da oltre un anno è stata affidata, dopo che i genitori naturali sono stati costretti a trasferirsi in Francia per seguire un'altra figlia ammalata. «Non vede l'ora di tornare a casa per giocare con i suoi cagnolini», racconta il papà 'adottivò, Alberto, che la descrive come una bambina «unica, affettuosa, carica di energia e dal carattere forte». Lui e la moglie fanno parte dell'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. «In casa viviamo in dodici: noi, i nostri quattro figli naturali e altri sei ragazzi. Le staremo tutti vicino e speriamo di farle assaggiare presto anche le caramelle...».

Martedì 8 Gennaio 2019, 11:56
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